Discipline di combattimento: ecco quelle più praticate

Discipline di combattimento: ecco quelle più praticate

Chi è interessato a praticare una disciplina di combattimento può trovare utile scoprire quali sono le più diffuse e apprezzate. Di certo, un ruolo di primo piano è quello del pugilato, il cui fascino è stato incrementato anche da film capolavoro come i vari Rocky. Il “campo di battaglia” è un ring di forma quadrata, e le regole prevedono che i contendenti possano colpirsi unicamente tenendo i pugni chiusi. La forza è, senza alcun dubbio, una delle peculiarità più importanti per la boxe, ma c’è bisogno anche di coraggio e di velocità; è opportuno, inoltre, essere in grado di studiare una strategia ben ponderata.

Per dedicarsi alle discipline di combattimento, è necessario essere muniti delle dotazioni adeguate: per gli sport con i guantoni come il pugilato, per esempio, i guantoni Leone sono tra i migliori, grazie alla resistenza e alla notevole affidabilità che li contraddistingue. Si agisce a mani nude, invece, nel karate, a sua volta immortalato sul grande schermo da opere entrate nella memoria di tutti: basti pensare a Karate Kid. Il karate, come tutte le arti marziali, non allena solo il corpo, ma ha effetti benefici anche sullo spirito e sulla mente, anche perché si fonda sul rispetto dell’avversario. Può sembrare strano dirlo per uno sport da combattimento, ma esso propugna la non violenza: in effetti nasce come strumento di difesa personale, per quanto si tratti di un’arte che include i colpi a mano aperta, le gomitate, i calci, i pugni e le ginocchiate. Per praticare il karate c’è bisogno del kimono, un abito tradizionale, e del tatami.

Anche la kickboxing ha origini orientali, anche se la sua storia è molto più recente: la sua nascita, infatti, risale agli anni Sessanta del secolo scorso. Questa disciplina può essere considerata un’alternativa rispetto al karate full contact, e si colloca a metà strada tra le arti marziali asiatiche classiche, da cui eredita le tecniche di calcio, e la boxe, da cui preleva le tecniche di pugno. La rapidità e l’intelligenza sono le peculiarità tipiche di chi si dedica a questo sport.

Dalla Corea arriva, poi, il taekwondo, a sua volta basato sulla difesa personale. Presente anche ai Giochi Olimpici, necessita di un tatami e si basa per la maggior parte su tecniche di calcio. Il taekwondo è, in ogni caso, uno strumento utile per compiere un percorso di esercizio spirituale e di crescita interiore; è preferibile non essere troppo muscolosi, in quanto l’agilità è una delle doti più richieste.

Nel novero delle discipline da combattimento più praticate non ci si può scordare di menzionare, poi, il judo, che viene praticato sul tatami e si concentra sulle tecniche di leva, sulle proiezioni e sulle prese. Sono poche, infatti, le tecniche che hanno lo scopo di colpire direttamente gli avversari; in ogni caso, chi pratica judo deve imparare sia a sfruttare la propria forza che ad approfittare di quella degli avversari. Il loro sforzo fisico deve essere contrastato in modo tale che i loro movimenti siano assecondati. Insomma, non si deve opporre resistenza al “nemico” ma sfruttare la sua forza.