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You make my day awards... |
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Cazzate
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domenica 30 marzo 2008 |
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Ricevo da Uyulala questo oneroso premio, perché pare che il mio sito rientri negli standard minimi fissati dal regolamento del premio, cioè:
"Dai il premio a 10 persone che hanno un blog capace di trasmetterti gioia ed ispirazione, un blog che ti faccia sentire bene quando lo visiti. Fai sapere a queste persone di averlo vinto lasciando un commento sul loro blog. Attenzione: puoi vincerlo più’ volte!"
Facendo questo, mi ha anche "costretto" a riassegnare il premio ad altri 10 blogger, che odieranno me come io in questo momento odio Uyulala. La cosa che mi consola è che molto probabilmente a 9 su 10 di quelli che segnalerò non passerà neppure per l'anticamera del cervello di fare un post simile a questo...
Tanto per iniziare, citerei uno che davvero merita di essere visitato, un siciliano che tutti i giorni o quasi disegna con estrema perizia una strip arrivata ormai alla 844esima puntata e la mette online perché tutti la leggano aggratis. Sto parlando del grande Albo, che ormai seguo assiduamente da tempo.
Poi proporrei un altro generosissimo disegnatore, stavolta un vignettista puro, che produce satira di ottima qualità con un ritmo impressionante (che gli invidio). Si tratta di rododentro, al secolo Filippo Ricca.
Giusto per chiudere con quelli che ogni tanto aggiornano il blog, segnalo anche Mauro Biani vignettista satirico di grande fama e intelligenza. Un esempio per tutti noi.
Adesso entro nell'oscuro regno di quei blogger che aggiornano a ogni passaggio della cometa di Halley. Iniziamo con uno degli umoristi più talentuosi della rete, daw_, che si è messo a vendere libri e ha smesso di pubblicare online. Torna, maledetto!
Poi vi voglio far conoscere due miei amici che hanno appena iniziato col loro blog, ma che promettono bene. Il loro blog si chiama Consolatodelsalento, e per ora ci trovate solo un racconto.
Per la serie "real life friends", segnalo anche il blog abbandonato di Laura, che magari con la spinta di questo premio si decide a postare qualcosa.
Concludiamo con i bloggers dormienti, segnalando il caro amico Spyro, con la sua meritoria crociata contro Zichichi, che ormai aggiorna al mio stesso ritmo di un post alla settimana (e anche meno).
Ancora amici reali: segnalo il blog (che più blog non si può) di Girasole, cara amica e compagna di viaggio quest'estate in Montenegro. Mettete gli occhiali da sole prima di cliccare.
Me ne mancano ancora due... oddio... risolvo citando l'onnipresente lario3 con i suoi nonsense che piacciono tanto al popolo dei blog e il mio socio e collega ex-fumettista Vaz, che quando scoprirà che l'ho messo nell'elenco dei blogger mi toglierà il saluto.
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L'anima e il suo (tragico) destino |
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Polemiche varie
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domenica 23 marzo 2008 |
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Ieri mi è capitato fra le mani un libro che non avevo messo in conto di leggere, ma che mi è stato consigliato dal padre di Emi. Si tratta del bestseller "L'anima e il suo destino" del teologo Vito Mancuso, Cortina editore. Per chi non conoscesse Mancuso, cito dalla quarta di copertina:
"Il suo lavoro mira alla costruzione di una 'teologia laica', nel senso di rigoroso discorso su Dio, tale da poter sussistere di fronte alla scienza e alla filosofia" Interessante, no? Ho letto le prime 125 pagine e ho molti dubbi su questo "rigore" di cui Mancuso sarebbe paladino. Innanzitutto, il metodo. Essendo Mancuso un teologo, e come tale vicino alla scienza come può esserlo un astrologo o uno stregone voodoo, non usa il metodo scientifico, ma usa alcune nozioni che la scienza gli fornisce per costruire i suoi castelli in aria. Lo dice lui stesso alla fine del primo capitolo, quando definisce la sua "teologia universale", che superi la chiusura irrazionalista della fede: "La ragione, ovviamente, non è da intendersi nel senso ristretto di razionalismo positivista secondo cui è vero solo ciò che si può materialmente verificare, col risultato che appare vero solo ciò che afferma la scienza [...]. Ragione è da intendersi nel più ampio senso speculativo di intelletto + coscienza morale, ciò che Kant definiva 'ragione pratica', secondo cui è vero anche ciò che non si può direttamente verificare ma che per la sua intrinseca nobiltà, per la sua intrinseca bellezza morale, per la sua intrinseca capacità di produrre il bene, muove e riempie le nostre vite" Insomma, non è vero ciò che è vero: è vero ciò che piace a Mancuso. Con buona pace dei teologi e dei filosofi, possiamo assumere come vero solo quello che possiamo dimostrare e riprodurre sperimentalmente. Tutti i bei ragionamenti sono interessanti e decorativi, e senza dubbio hanno un ruolo importante nella costruzione dello Zeitgeist, del senso morale, ma non possono definirsi veri solo perché "buoni". Non si può postulare l'esistenza (e l'immortalità) dell'anima solo perché ci piace il ragionamento soggiacente. Anche il paradosso della freccia di Zenone ha alla base un ragionamento elegante, ma l'esperienza ci dice che le cose vanno in modo molto diverso... Altro fraintendimento ricorrente lungo il libro è che la vita contrasta l'entropia contribuendo all'ordine, e che quindi l'universo vada dal disordine del big bang all'ordine degli esseri viventi. Purtroppo, la seconda legge della termodinamica è una legge implacabile e non può essere capovolta. Se è vero che un essere vivente è in sé "ordinato", è ancora più vero che per mettersi in ordine deve attingere molta energia dal sistema che lo circonda, causando disordine. L'ecosistema in sé è "ordinato" solo perché attinge la sua energia dal Sole, che continuerà il suo lento cammino verso il disordine per altri miliardi di anni prima di esaursi e morire. Quello che noi vediamo come creazione di ordine è solo una piccola frazione di un sistema che corre a perdifiato verso l'entropia. Più avanti, Mancuso incappa nel solito fraintendimento sull'evoluzionismo, usando la logora analogia di Paul Davies del Boeing 747: "Le probabilità che un processo spontaneo metta insieme un essere vivente sono analoghe a quelle che una tromba d'aria, spazzando un deposito di robivecchi, produca un Boeing 747 perfettamente funzionante" Per un calcolo più accorto delle probabilità di un evento che possa generare la vita dalla non-vita, vi rimando al mio post precedente, o meglio ancora al libro di Richard Dawkins "L'orologiaio cieco", edito da Mondadori. Quello che importa sapere è che le possibilità che un evento casuale generi un organismo del grado di complessità di un 747 sono praticamente nulle, ma gli organismi primordiali erano molto più semplici, e si sono evoluti da molecole che oggi faremmo molta difficoltà a definire "vita".
Altro fraintendimento è che la teoria dell'evoluzione spieghi solo la parte negativa della selezione naturale, cioè l'esclusione delle variazioni svantaggiose, e non la parte positiva, come la solidarietà all'interno di una specie. Forse Darwin non ci era ancora arrivato, ma i darwinisti oggi sanno perfettamente spiegare la morale umana con l'evoluzionismo. Per approfondire, vi rimando ancora a Dawkins, "L'illusione di Dio", sempre Mondadori. Le "filosofate" di Mancuso sarebbero ancora tante ma non voglio tediarvi oltre. Tra l'altro non sono nemmeno a metà del libro, che non so nemmeno se finirò di leggere. Gli riconosco però il merito di attribuire un ruolo predominante alla scienza rispetto alla religione, e quello di contestare il vecchiume retorico della Chiesa in cui si riconosce. Per quanto riguarda il suo desiderio di parlare alla coscienza laica, a mio avviso deve fare molto meglio di così. Come al solito, vi invito a dire la vostra. PS: per chi ci crede, buona Pasqua. Commenti (7) | Cita questo articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 8917 |
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Il creazionismo questo sconosciuto.... parte prima |
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Polemiche varie
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giovedì 13 marzo 2008 |
Sì, lo so, ci sono le elezioni e la mia rubrica di satira langue, mentre molti miei colleghi stanno attingendo a piene mani a tutti gli input che vengono dalla nostra classe politica (il caso Ciarrapico, gli stracciamenti di programmi, i "ma anche" veltroniani, la chirurgia estetica della Santanché e così via). Io invece decido di buttare, per ora, tutta quest'abbondanza per mettermi a parlare di creazionismo... Forse non tutti sanno che... negli ultimi anni è particolarmente forte un movimento guidato dai piani alti di varie Chiese cristiane, ma anche da alcuni laici interessati alle grazie pontificie, che pretende che a scuola si insegni il "creazionismo" accanto al classico evoluzionismo di stampo darwiniano. Il creazionismo, in soldoni, asserisce che le varie specie animali non si siano formate per mezzo della selezione naturale, ma siano invece state create da Dio così come sono oggi. In particolare, gli esseri umani sarebbero stati creati, come da dettato biblico, "a immagine e somiglianza di Dio", ed è per questo motivo che sono superiori a tutte le altre specie. I creazionisti hanno degli argomenti per contrastare le teorie di Darwin... peccato che questi argomenti siano così fallaci da risultare ridicoli. Vediamone alcuni: - Se ci siamo evoluti dalle scimmie, dove sono gli stadi intermedi? C'è una bella differenza fra una scimmia e un uomo! I più accorti di voi avranno già puntato l'indice verso i vari australopitechi, homines erecti e homines habiles, e con ottime ragioni. Ma ai creazionisti non basta: loro vogliono l'intera scala graduata dell'evoluzione dalla scimmia ancestrale all'uomo moderno. Peccato che una scala del genere non esista, e non possa esistere, e per due otttimi motivi. Il primo è che i ritrovamenti di scheletri di ominidi non sono eventi che si verificano tutti i giorni: le ossa sono fatte di una sostanza facilmente degradabile, e qui parliamo di migliaia di anni. Il secondo è che l'evoluzione non procede necessariamente per gradi omogenei: le specie si evolvono più rapidamente se spinte da fattori esterni, come l'ambiente circostante, la presenza di predatori, le preferenze sessuali. Succede quindi che un gruppo di individui di una specie si sposti dal suo territorio d'origine verso una zona meno ospitale e dia origine a un ramo evolutivo separato. Dopo migliaia di anni, i pronipoti di questi individui, forti di una selezione naturale più stringente, si riproducono più rapidamente, fanno ritorno al territorio di origine e causano l'estinzione della specie che ha dato loro origine, rimasta più debole per una spinta evolutiva più blanda. Il risultato visibile per noi oggi è che, in quella zona, assistiamo alla scomparsa "improvvisa" di una specie e alla comparsa di una specie più evoluta.
 - Come può il caso dare origine a organismi complessi come noi esseri umani? Questa affermazione è in effetti inattaccabile. Solo che si basa su un presupposto sbagliato, cioè che la teoria dell'evoluzione sia basata esclusivamente sul caso. In realtà, il DNA tende a replicare se stesso con un piccolo margine di errore casuale. L'organismo figlio sarà in linea di massima identico al suo genitore, ma a volte possono verificarsi degli errori. Spesso questi errori sono dei peggioramenti rispetto al modello originale. A volte, però, l'errore porta con sé un miglioramento, e l'organismo figlio diventà più adatto a riprodursi dell'organismo genitore. A sua volta il figlio si replicherà, e talvolta le repliche avranno dei piccoli errori, e così via. Quando si parla di riproduzione sessuata, con due genitori, la combinazione del DNA di madre e padre aumenta vertiginosamente la probabilità di "errori" di copia. Le variazioni, insomma, sono sì casuali, ma quelle che sopravvivono sono solo quelle che migliorano il modello originale, con una selezione che è tutt'altro che casuale! Date 4 miliardi di anni a questo procedimento di costante miglioramento e otterrete organismi complessi in grado di leggere e comprendere le parole scritte qui.
- Ma da qualche parte dev'essere pure iniziato questo procedimento, e il caso non sembra essere una spiegazione accettabile: le probabilità di un evento casuale che genera la vita sono troppo basse. Le probabilità che la vita nasca spontaneamente dalla non vita sono a rigor di logica estremamente basse. Anche qui, però, bisogna rendersi conto di quali numeri si sta parlando:secondo le stime, nella nostra galassia ci sono 100 miliardi di stelle, e nell'universo ci sono 100 miliardi di galassie (secondo alcune recenti teorie, il nostro non sarebbe nemmeno l'unico universo, ma non voglio addentrarmi nei meandri della cosmologia). È ragionevole pensare che il numero di pianeti con caratteristiche adatte alla nascita della vita siano qualche miliardo. Alla fine risulta addirittura PROBABILE che su almeno uno di questi miliardi di pianeti, in un tempo di alcuni di miliardi di anni, nasca la vita.
- E allora perché proprio la Terra? Non è forse troppa fortuna la nostra? La soluzione a questo problema si chiama "principio antropico". Può sembrare un gioco di parole, ma ha una logica stringente: se la Terra fosse un posto diverso da quello che è, noi non saremmo qui e non potremmo porci questa domanda. Noi siamo qui perché la Terra è quello che è. Ragionateci un attimo e lo troverete illuminante.
In futuro, se qualcuno è interessato, tornerò a parlarvi di creazionismo ed evoluzionismo. Nel frattempo, vorrei sapere cosa ne pensate (già vedo Lucas Malor alle prese con commenti chilometrici!) Commenti (12) | Cita questo articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 782 |
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Mosche
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giovedì 21 febbraio 2008 |
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A volte ritornano...
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