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Ostilità in galleggiamento libero: quelli che non rispettano la distanza di sicurezza |
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Ostilità in galleggiamento libero
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martedì 26 agosto 2008 |
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Il titolo di questa nuova rubrica è un tributo a un pezzo comico di George Carlin presente in Back in Town, il primo spettacolo del grande comico che ho tradotto integralmente. Inoltre, qui continuo idealmente la rubrica delle “cose che odio” che aveva avuto una breve vita nel mio vecchio blog su splinder.
Il primo oggetto della mia ostilità sono quelli che non rispettano la distanza di sicurezza. Avete sicuramente incontrato più di una volta questi cerebrolesi col pene minuscolo e l’autovettura gigantesca che in autostrada vi si incollano al paraurti mentre state sorpassando una fila di camion a una velocità di poco superiore al limite imposto, e cominciano a lampeggiare per informarvi che loro sono più veloci di voi e per suggerirvi di rientrare nella corsia dedicata agli sfigati rispettosi della legge.
Ecco, in quel momento io mi propongo di non rientrare a destra, una volta terminato il sorpasso. No, voglio restare sulla corsia di sinistra per superare quell’Audi un chilometro più avanti, che viaggia 2 km/h più lenta di me. E tu, mio appiccicoso amico, dovrai aspettare dietro e consumarti le dita su quella dannata levetta dei fari. Ma, regolarmente, non lo faccio. Ci tengo troppo alla vita per tenermi un imbecille come te, a 140 all’ora, a 3 nanometri dalla mia targa posteriore, un secondo in più del necessario. Quindi ti lascerò passare, non senza augurarti di schiantarti quanto prima. Possibilmente non contro un’altra auto, ci potrebbe essere gente incolpevole. E nemmeno contro un albero: è pur sempre una forma di vita, e per giunta molto utile, a differenza di te. Contro un palo, o un muro… anzi, no, pali e muri sono utili anch’essi. L’ideale sarebbe che tu ti schiantassi contro un ecomostro, così prendiamo due piccioni con una fava. Ecco un incidente che sarebbe da inserire fra le buone notizie, e che potrebbe essere definito come una “fortunata coincidenza”.
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Ellen DeGeneres - One Night Stand (parte 2\4) |
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Satira straniera
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venerdì 22 agosto 2008 |
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Continuiamo, con un po' di ritardo, con la puntata di One Night Stand dedicata alla Degeneres (che, per inciso, si è recentemente sposata con la sua compagna Portia De Rossi).
Vi raccomando di riguardare gli ultimi secondi del primo video per capire le battute iniziali. Se non ne avete voglia, vi ricordo che l'ultima battuta del video precedente era: "Mia zia è morta di gengivite".
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Vita vissuta
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martedì 19 agosto 2008 |
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Alla fine sono tornato dalle mie movimentate vacanze, che mi hanno visto spostarmi lungo tutta la penisola, dal Salento a Pescara per poi concludere con la Toscana.
Come i lettori abituali sapranno, non sono solito "bloggheggiare" e offrirvi una forchettata di cazzi miei, ma sono successe un paio di cose interessanti che credo valga la pena raccontare.
La prima è successa al mio primo giorno in Salento, il 6 agosto. Ero ospite dalla mia vecchia (di data, non di età) amica Elena, che di mestiere fa la giornalista e arrotonda facendo la stagionale nei vigili urbani. Per quest'ultimo ruolo, ha ricevuto una telefonata dal comandante dei vigili di Melendugno: una barca con equipaggio di stranieri, che parevano essere francesi, aveva recuperato un cadavere in mare e serviva qualcuno che parlasse francese. Elena un po' lo parla, ma per sicurezza ha chiesto a me di accompagnarla per integrare eventualmente con il mio inglese.
Una volta arrivati al porto di San Foca, dove stava arrivando la barca col morto, siamo stati portati al molo, dove si stavano svolgendo le operazioni di polizia. Quando la barca è arrivata (era una barca a vela di 14 metri), si è scoperto che la Francia non c'entrava nulla: era un'imbarcazione svedese, e a bordo c'erano 7 ragazzi e 2 ragazze, svedesi, australiani e portoghesi. L'inglese è diventato dunque indispensabile.
Purtroppo gli interrogatori dei ragazzi (svoltisi nella torre della foto) erano destinati a protrarsi per tutta la notte e ho dovuto far rintracciare un altro interprete per non rovinare la vacanza a chi era con me. Però ho potuto sentire la versione informale che l'equipaggio di stranieri mi ha riferito, e vedere come cresceva la loro preoccupazione quando hanno capito che i carabinieri stavano prendendo in considerazione anche l'eventualità che fossero stati loro a speronare la barca del morto. Un'esperienza molto interessante. Non sapendo al momento se le indagini sono ancora aperte, evito di entrare nei dettagli della vicenda.
Il secondo evento interessante è stato il matrimonio di Vaz, a cui ero invitato. Essendo abituato agli eccessi dei matrimoni baresi (cerimonia al mattino e pranzo di nozze luculliano che si protrae fino a tarda sera fra balli, fuochi d'artificio e altre pacchianate), sono rimasto positivamente impressionato dalla sobrietà del matrimonio di Vasco, con cerimonia alle 17 (precise), cena ben proporzionata, pochi fronzoli e conclusione poco dopo le 22. Ancora auguri al mio collega di mille attività non redditizie, che adesso si sta godendo il viaggio di nozze in quel di Parigi. Inoltre, ho avuto modo di conoscere Linuxiano, che commentava spesso sul vecchio sito di Vaz e che ho scoperto essere mio assiduo lettore. Lo ringrazio e spero che mantenga la promessa di commentare ogni tanto anche di qua.
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Ellen DeGeneres - One Night Stand (parte 1\4) |
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Satira straniera
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lunedì 04 agosto 2008 |
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Mentre Vaz è impegnato in attività frivole e improduttive come sposarsi, continuo da solo e con il vecchio metodo le traduzioni dei comici americani. Oggi vi propongo la prima parte della puntata di One Night Stand dedicata a Ellen DeGeneres.
Se qualche anno fa foste stati soliti guardare la trasmissione di Rai2 Go-kart mattina, avreste potuto vedere una sit com chiamata appunto Ellen, in cui la DeGeneres riportava su schermo le sue difficoltà nel trovare un fidanzato decente, fino a scoprire di essere lesbica... il che, messo fra Topolino e Bugs Bunny, dava l'illusione di trovarsi in uno Stato finalmente laico. In Italia, Ellen DeGeneres è conosciuta solo per questa serie discreta, ma in America conduce un talk show tutto suo ed è spesso chiamata a condurre cerimonie importanti come le premiazioni degli Emmy e degli Oscar.
Questa puntata di One Night Stand è andata in onda per la prima volta sulla HBO il 24 febbraio del 1990.
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Festival di Monterey: The Jimi Hendrix Experience |
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Musica
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martedì 29 luglio 2008 |
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Siamo finalmente giunti al punto più alto dell'intero Festival di Monterey: l'esibizione di Jimi Hendrix con la sua Experience, composta dagli inglesi Noel Redding (basso) e Mitch Mitchell (batteria). Raccomandato agli organizzatori da sua maestà Paul McCartney in persona, Jimi è al suo primo concerto importante su suolo americano. Nonostante sia nato a Seattle, infatti, il chitarrista afro-cheyenne si era costruito una certa popolarità in Inghilterra.
Parlando di questa performance è difficile astenersi dall'usare una quantità abnorme di superlativi. Vi basti sapere che Jimi qui rivoluzionò il modo di suonare la chitarra elettrica e impose nuovi standard alla spettacolarità delle esibizioni dal vivo.
Dopo aver perso il lancio della monetina con Pete Townshend ed essere costretto a suonare dopo gli Who, a Jimi toccò l'infelice compito di divertire un pubblico già ubriacato dalla foga distruttiva della band londinese. Inoltre, Jimi aveva intenzione di dare fuoco alla sua chitarra alla fine del concerto, e temeva che il suo gesto fosse assimilato alla distruzione totale perpetrata dagli Who. Mentre quella di Townshed e compagni era ormai un'operazione di routine, fondamentalmente nichilista, Jimi invece aveva intenzione di sacrificare un oggetto a lui caro come rito propiziatorio in un momento chiave della sua carriera.
L'intento di esaltare il pubblico fu centrato in pieno: Jimi saltò, corse, fece capriole, suonò con la bocca, dietro la schiena, sopra la testa, sotto le gambe, simulò un coito con la chitarra e infine le diede fuoco, fra lo sconcerto del pubblico che assisteva per la prima volta a uno spettacolo simile. Dopo Jimi suonarono i Grateful Dead e The Mamas & The Papas, ma le loro esibizioni non ressero assolutamente il confronto.
L'intero set della Experience fu messo su video dal regista Pennebaker col titolo di Jimi plays Monterey. Vi propongo il brano conclusivo con tanto di rogo della chitarra: Wild Thing, un brano dei Troggs.
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Inutili Avventure: Speciale Babilonia |
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Le inutili avventure del ReRosso
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sabato 19 luglio 2008 |
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Ecco la strip speciale che realizzai qualche tempo fa per il mensile gay Babilonia. Ve li ricordate gli Scissor Sisters?
(cliccate sull'immagine per vederla più grande)
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