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Gentili vacche, egregi papponi, lo spettacolo che sottoponiamo oggi alla SS.VV. illustrissima attenzione è un monologo del 2003 del comico Bill Maher, noto in Italia per essere il protagonista del recente documentario mangiapreti “Religulous” (amabilmente tradotto in italiano con “Religiolus”). Chi ha visionato il documento audiovisivo in questione saprà che Maher è un comedian dallo stile asciutto, contraddistinto da una ferrea logica carliniana, utilizzata per sbeffeggiare sapientemente i meritevoli, di cui non esita a fare nomi, cognomi e numeri di telefono. Questo “Victory Begins at Home”, anno 2003 d.C., è composto per lo più da satira politica a caldo (e specie in quell’anno in America ce n’erano di cose da commentare, tra guerra in Iraq, psicosi terrorismo e quant’altro), con un contorno di religione e una spruzzata di sesso quanto basta, quindi godetevelo e rompete poco le palle.

Novità dal fronte societario: mentre ReRosso rifinisce le virgole delle traduzioni in inglese delle migliori gag del Bagaglino, di prossima pubblicazione per il pubblico estero, Adrien Vaindoit viene accolto come un Mastella a Ceppaloni dal gruppo di comici romani che si esibisce sotto la fetida ala di Filippo Giardina e Stefano Augeri nell’ambito di Satiriasi - l’Officina della Satira, cui il Vaindoit ha magnanimamente presenziato in cambio di una birra e di una citazione sul palco, ché la sua povera mamma ci tiene tanto a vedere il figliolo realizzato.

- Adrien Vaindoit

Traduzione: Adrien Vaindoit e ReRosso
Styling & encoding: Vaz

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Questo spettacolo era già stato rilasciato in precedenza su www.rerosso.it.

In questo monologo, registrato il 6 febbraio 1999 al Beacon Theatre di New York, George Carlin dà il meglio di sé. Inizia con un pezzo sulla sicurezza aeroportuale (tenete bene a mente che lo spettacolo è precedente all’11 settembre 2001), poi passa ai suoi argomenti più classici: arricchisce l’elenco di cose che lo fanno incazzare, prende in giro alcuni modi di dire americani, sfotte l’allora presidente Clinton, deride l’atteggiamento iperprotettivo dei genitori verso i figli. Quindi si lancia in un’esilarante satira sui programmi televisivi americani.

Dopo averci deliziato con questo rapido succedersi di battute al vetriolo, Carlin cala gli assi. George è sempre stato molto apprezzato per il suo lavoro col linguaggio, e il pezzo che lui chiama “la ninna-nanna della pubblicità” dimostra quanto la sua fama sia meritata.

Infine, Carlin conclude attaccando la religione con quello che a mio modestissimo parere è il miglior pezzo di satira mai scritto: il famoso pezzo sull’”uomo invisibile”, “citato” da Daniele Luttazzi, ripreso nel tormentone web Zeitgeist e bandiera degli atei di mezzo mondo.

Insomma, You are all diseased è uno spettacolo che non può mancare nella videoteca di un vero appassionato di satira!

PS: dopo i titoli di coda, appare la foto di Brenda Hosbrook, la prima moglie di George Carlin, scomparsa nel 1997 per cancro al fegato.

Traduzione: ReRosso
Check & encoding: Vaz

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Nota: metto il file disponibile solo come download diretto, il torrent è molto vecchio e probabilmente non riuscirebbe ad avere molte fonti. Se proprio volete un reshare, chiedete nei commenti.

Cari amanti della stand-up comedy, sperando che ci sia rimasto qualcuno di voi all’ascolto dopo l’infornata natalizia di film demmerda, torniamo alla grande anche in questo 2010 per presentarvi un Chris Rock in ottima forma.

Per chi ci segue da tempo, Chris Rock non ha bisogno di presentazioni: definito in patria “The funniest man in America”, in Bigger & Blacker tiene fede alla sua fama e fa da mattatore nel “suo” Apollo Theatre. Come al solito, il suo cavallo di battaglia sono le questioni inerenti i rapporti fra bianchi e neri.

Buon divertimento!

Traduzione: Paolo Burini
Revisione: Adrien Vaindoit & ReRosso
Timing: ReRosso
Styling & Encoding: Vaz

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Cari amici di ComedySubs, oggi è un grande giorno: è ormai da un anno che questo blog diffonde il verbo della stand-up comedy di lingua inglese per tutto l’italico stivale, e abbiamo deciso di festeggiare il compleanno con un monologo piccante come pochi altri!

Robert Schimmel, rispetto a tutti gli altri comici che abbiamo proposto, è quello che vanta la notorietà minore: non conduce talk-show televisivi, non ha presentato gli Academy Awards, non è diventato attore né regista cinematografico… è rimasto solo ed esclusivamente uno stand-up comedian. Probabilmente, a causargli un certo ostracismo nel mondo dei media, sono state le sue battute particolarmente spinte e controverse. Ha comunque al suo attivo diverse partecipazioni all’Howard Stern Show e al Late Night with Conan O’Brien.

Schimmel dice di ispirarsi direttamente al nume tutelare della satira americana, Lenny Bruce. A mio modesto parere, Robert possiede anche un talento paragonabile a quello di Richard Pryor nel far ridere il pubblico sulle proprie disgrazie. In questo spettacolo, infatti, parla a lungo dei postumi del suo infarto, mentre in quelli successivi si dilunga sulla sua esperienza personale con la chemioterapia.

Quindi, siore e siori, ecco a voi Unprotected… anche se forse molte battute le conoscete già!

Traduzione e timing: ReRosso
Check: Adrien Vaindoit
Styling ed encoding: Vaz

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Nota tecnica di Vaz: come si può vedere dallo screenshot poco sopra, la qualità video di questo spettacolo è paragonabile ad una pupù di capra. Questo perché purtroppo il 95% delle persone che rippano video da DVD sono degli incapaci che usano programmi “tutto in uno” con risultati come quello qui sopra, sembra una copia malfatta da VHS. Perché non mettono in condivisione le ISO dei DVD originali invece di queste porcherie? Boh.

Parlando d’altro, sono contento che ci seguiate sempre più numerosi e parliate (bene) in giro dei nostri lavori. Luttazzi sarà un po’ meno contento, ma questa non è cosa che ci riguarda, vero? ;)

Cari scrocconi di satira internazionale, vi segnalo l’inizio di una collaborazione importante del nostro staff (in particolare me e Adrien, al momento, ma la partecipazione è aperta a tutti) con il sito satirico mamma.am!

Da oggi, infatti, pubblicheremo sul sito di Mamma!, con cadenza più o meno settimanale, la traduzione di un pezzo satirico americano il più possibile di attualità. Per ora si tratta solo di traduzioni testuali, ma occasionalmente si tratterà di brevi filmati sottotitolati.

Potete già gustare la prima puntata di Mamma international, dedicata a un comico che tenteremo di portare quanto prima anche su queste pagine: Bill Maher!

Buona lettura e non dimenticate di tornare da queste parti domenica 13 dicembre: per l’anniversario di ComedySubs è in arrivo un “nuovo” comico che, sono sicuro, non vi deluderà!

Hi, mates! Oggi sono orgoglioso (o meglio chuffed to bits) di pubblicare il primo spettacolo di un comico britannico qui su ComedySubs: Out of England di Ricky Gervais!

Il buon Ricky è ormai conosciuto a livello mondiale per The Office, la serie TV della BBC che è un mockumentary sulla vita del personale di un ufficio a Slough, vicino Londra. Gervais interpreta il manager David Brent, che vorrebbe fare il simpatico col suo staff, ma si rivela gretto, immaturo e meschino. Il format è stato venduto in tutto il mondo, America compresa, dove la parte del capo(che qui si chiama Michael Scott) è stata assegnata a Steve Carell.

In seguito ha scritto un’altra serie, Extras, in cui interpreta Andy Millman, un attore di secondo piano a cui offrono solo lavori da comparsa e in cui compaiono varie guest star, sia inglesi che americane, che fanno una versione “distorta” di loro stessi.

Insieme a Stephen Merchant, suo amico e co-autore di The Office ed Extras, ha scritto e interpretato uno show fruibile tramite podcast: The Ricky Gervais Show, che nel 2007, è stato inserito nel Guinness World Record come “podcast più scaricato al mondo”.

È stato molte volte ospite al Late Show with David Letterman ed è comparso in vari film. Ha esordito nella regia cinematografica nel 2009 con un film scritto da lui, The Invention of Lying, in cui recita al fianco di Jennifer Garner.

In Out of England, il nostro Ricky riprende dei temi trattati già negli stand-up che ha portato in tour in patria: parla col suo consueto stile cinico e dissacrante (”da stronzo”, dirà qualcuno, un personaggio che si è costruito nel tempo) del suo impegno nel sociale, delle persone grasse, dell’Olocausto, dei suoi eroi, della morale nelle favole e nelle filastrocche tradizionali, di un suo amico credulone, della sua vita con la fidanzata in un mini-appartamento di King’s Cross. Conclude con un bis sui fatti curiosi sugli animali trovati su internet.

Uno show che ho trovato davvero spassoso. Per scaricarlo cliccate sul link del direct download o del torrent download e… bob’s your uncle!

- Faust VIII

Traduzione: Faust VIII
Revisione e timing: ReRosso
Check: Adrien Vaindoit
Styling ed encoding: Vaz

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Nota di ReRosso: mi sono accorto solo troppo tardi di un errore abbastanza clamoroso nella traduzione, purtroppo sfuggito a ben 3 di noi. Scusandomi per l’accaduto, colgo l’occasione per lanciare la nostra personale “Caccia al tesoro”, in cui chi troverà per primo l’errore vincerà una mia raccolta di racconti con prefazione di Vaz, in formato pdf, o, a scelta, una benemerita ceppa.

Gentili utilizzatori finali, viviamo tempi bui. Il fiammifero che vi proponiamo oggi per illuminare la via è, ancora una volta, il nostro beniamino Bill Hicks. Ebbene sì, ComedySubs è ormai alla frutta e ha deciso di raschiare il fondo del barile offrendovi un bootleg di scarsa qualità audio/video spacciato per un grande ritorno in pompa magna.

Trattasi, come detto, dell’unico show [se si eccettua un Live in Chicago del 1992 di pessima qualità video  (ReRosso)] che ancora era scampato alle grinfie dei nostri traduttori e dell’ultimo spettacolo  registrato dal comico texano, e possiamo dire che è un po’ come il nostro This Is It.

È il 17 novembre 1993, 3 mesi prima che Iddio ci negasse esilaranti monologhi su George Bush jr chiamando a sè tra atroci sofferenze il nostro mai troppo compianto Bill. E in scena vediamo un Hicks a cui non siamo abituati, barbuto, visibilmente dimagrito per la malattia e incattivito per un destino umanamente impossibile da accettare.
Le note di speranza che chiudevano i suoi spettacoli sono sparite, ora Bill riversa le sue frustrazioni (senza però nessuna traccia di vittimismo) su uno sparuto pubblico di fans (lui che meritava ben altri palcoscenici) in quella che lui stesso definì “comedy of hate”.

È anche lo spettacolo del famoso sketch su Rush Limbaugh, ricucito da Daniele Luttazzi (che riprende da questo monologo un altro paio di battute) addosso al suo omologo italiano Giuliano Ferrara, ma vedrete che, in confronto a ciò che dice Bill, la versione di Luttazzi sembra uscita dal Bagaglino.

Alla fine dello show, Hicks ci lascia sulle note dei Rage Against the Machine, al grido di “Fuck you, I won’t do what you tell me!”, ultimo grido di libertà e di autonomia di pensiero di un grande comedian.

- Adrien Vaindoit

Traduzione e timing: Adrien Vaindoit
Revisione e synch: ReRosso
Styling ed encoding: Vaz

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Nota tecnica di Vaz: come vi sarete resi conto dall’immagine qui sopra, la qualità video è infima. Purtroppo è l’unica versione disponibile in rete, con una risoluzione microscopica e, verso la fine, con l’audio fuori sincrono. Il tentativo di aumentare la risoluzione era un rimedio peggiore del male, perciò dobbiamo arrangiarci così. Buona visione.

Cari seguaci, satira-dipendenti e visitatori casuali, sono lieto di annunciarvi che finalmente ComedySubs apre al gentil sesso! Oggi vi presentiamo una delle donne più importanti della televisione americana: Ellen DeGeneres.

Dopo essersi fatta conoscere con una carriera brillante come stand-up comedienne, Ellen sarebbe diventata famosa soprattutto come presentatrice televisiva: il suo talk show è tuttora fra i più seguiti d’America. La sua notorietà è anche dovuta al suo “coming out” allo show di Oprah Winfrey, nel 1997. Da allora, la DeGeneres è un personaggio di punta nella lotta per i diritti degli omosessuali in America. Attualmente è sposata con l’attrice Portia De Rossi: il loro anniversario di matrimonio cade proprio in questi giorni.

In Italia è conosciuta soprattutto per una serie TV he porta il suo nome (Ellen, appunto) e per un suo ruolo nel film EDtv.

Lo show che vi presentiamo oggi è il suo primo speciale per la HBO, in cui Ellen torna dopo anni a calcare il palcoscenico con un monologo comico. La sua comicità è di tipo osservazionale, alla Seinfeld, ma con un tocco di surrealismo che ricorda il miglior Allen.  In questo show inizia parlando del cosiddetto “elefante nella stanza” (la sua omosessualità) per poi esaminare con raffinato cinismo vari aspetti della vita sociale. Da non perdere, dopo la fine del monologo, le sue risposte alle domande del pubblico, dove ci sarà anche modo di commuoversi un po’.

(Di Ellen avevo già tradotto in passato il suo monologo per la trasmissione One Night Stand. Potete trovarlo su youtube)

Traduzione e timing: ReRosso
Check: Adrien Vaindoit
Encoding: Vaz

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Salute a voi, amici e amanti della satira. Sono Faust VIII, forse vi ricorderete di me per aver tradotto qualche tempo fa Kill The Messenger di Chris Rock.

Finalmente siamo in grado di fare la release di questo spettacolo, posticipata per problemi tecnici, impegni vari e alcune difficoltà a comprendere un paio di frasi, a causa della qualità non proprio eccelsa del filmato.

Sicuramente non vi devo spiegare chi sia Allen Stewart Konigsberg, meglio noto al mondo col nome di Woody Allen. Tutti noi lo conosciamo per i film in cui ha recitato (e spesso scritto e diretto), caratterizzati dalle battute fulminanti sul sesso e sulla religione (Allen è di origine ebraica, ma notoriamente ateo) e da riferimenti letterari, filosofici e psicologici che rendono la comicità di Allen molto profonda e capace, con la sua raffinata tecnica umoristica, di farci visualizzare immagini di puro genio.

Meno conosciuti sono invece gli spettacoli di stand up che Allen faceva ad inizio carriera, dei quali sono rimasti solo dei vinili. Quindi siamo felici di condividere con voi questo filmato, girato negli studi della Granada TV a Manchester, una rara testimonianza video delle routine comiche da cabaret del grande comedian newyorkese. Sebbene qui fosse abbastanza giovane, ci sono in nuce vari elementi caratteristici del suo humour.

La vita a New York, le sue disavventure amorose, la psicoanalisi. Poi c’è un “intervallo” costituito dall’esibizione del cantante Danny Meehan e subito dopo un pezzo noto come “The Moose”, che racconta le assurde conseguenze di una battuta di caccia all’alce del nostro Woody…

Ringrazio ReRosso, Adrien e tutti coloro che ci hanno aiutato con la traduzione.

Enjoy!

Traduzione: Faust VIII
Revisione e timing: ReRosso
Check: Adrien Vaindoit
Styling ed encoding: Vaz

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Nato da una prostituta e dal suo pappone, cresciuto in un bordello, arrestato durante il servizio militare per aver accoltellato un commilitone bianco, quindi assunto dalla mafia per lavorare in un club. Questa, in pillole, la storia giovanile di Richard Pryor, che sarebbe in seguito diventato il comico più importante di tutti gli Stati Uniti (e forse del mondo).

All’inizio della sua carriera di comico, Richard seguiva il modello di Bill Cosby: materiale “pulito”, senza riferimenti razziali e poco controverso. Nel settembre 1967 però, come lui stesso racconta, ebbe un’epifania durante uno spettacolo e diventò il comico volgare e osceno che avrebbe avuto tanto successo.

Nello spettacolo che vi proponiamo, Richard è all’apice della sua popolarità e della sua carriera. Sebbene nello show a un certo punto lui parli dei suoi problemi di salute e con la legge, i veri problemi sarebbero cominciati l’anno dopo, quando si diede fuoco mentre sniffava coca (incidente accuratamente descritto da lui stesso nel successivo spettacolo, Live on the Sunset Strip). Da questo episodio iniziò un lento e inesorabile declino, poiché il nostro perse diverse importanti opportunità di lavoro: avrebbe dovuto recitare in Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Una poltrona per due, ma fu scartato a causa dei suoi problemi.

Qui Richard invece è ancora freschissimo e spazia a 360 gradi su molti argomenti, fra cui il razzismo a fare da filo conduttore. Notevolissima la capacità di far ridere il pubblico a crepapelle parlando del suo primo infarto.

Questo sarà l’unico show di Pryor che pubblicheremo: gli altri sono disponibili in DVD con sottotitoli in italiano e vi consigliamo di acquistarli.

A margine, è necessario sottolineare che anche questa volta abbiamo avuto pochissimi appigli esterni e ci siamo dovuti barcamenare da soli per comprendere tutto ciò che Richard diceva. L’impresa non è stata semplice, a causa del suo accento afroamericano (che comporta anche il mangiarsi metà di molte parole) e dell’audio non proprio perfetto. Abbiamo fatto del nostro meglio, ma sicuramente ci saranno delle imprecisioni qua e là. Siate comprensivi.

Traduzione: ReRosso
Check: Adrien Vaindoit
Styling & encoding: Vaz

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